Appuntamento imperdibile a Gragnano il 3-4-5 settembre per tutti gli appassionati di pasta

 

via Roma - Gragnano

L’anno scorso era il Senso della Pasta, nel 2010 sarà invece la volta de L’Incanto della Pasta.
Di cosa parlo? Della Festa della Pasta di Gragnano, che da anni si svolge nella cittadina a due passi dalla Penisola Sorrentina per celebrare uno dei più famosi e apprezzati prodotti gastronomici italiani e la sua storia secolare.
L’appuntamento è per il 3, 4 e 5 di settembre. In quelle giornate le storiche vie di Gragnano si animeranno con tantissime iniziative sul tema della pasta.
Saranno presenti ospiti di grande prestigio come Fiorella Mannoia e Noah con i quali festeggeremo nel modo migliore l’ottenimento del marchio di indicazione geografica protetta: Pasta di Gragnano IGP!


Noi del Pastificio dei Campi e tutti gli altri pastifici di Gragnano vi aspettiamo numerosi!


Regali golosi e ricette

Posted by: mafaldina in 2010

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Pasta di Gragnano con zucchine e scamorza affumicata

 

pasta di Gragnano zucchine e scamorza

Ultimamente sono fortunata. Ricevo spessissimo dei fantastici regali… gastronomici.
Dopo le cozze e la seppia usati per gli ziti tagliati della settimana scorsa, sono arrivati in sequenza dei buonissimi ortaggi (zucchine, pomodori, melanzane, peperoni) dall’orto di un amico e delle scamorze affumicate pugliesi semplicemente deliziose. Non saranno DOP o IGP, ma sono una vera bontà. Cosa unire alla Pasta di Gragnano e alla scamorza? Le zucchine mi sono sembrate la soluzione migliore!
Il formato ideale da abbinare a questi ingredienti – tagliati a cubetti – sarebbero state le caserecce, però non ho resistito alla voglia di provare le mafaldine di Gragnano.

Ecco gli ingredienti utilizzati per 2 persone affamate:

200 g di mafaldine del Pastificio dei Campi
4 zucchine
8 fettine di provola affumicata
2 cucchiai di olio extravergine Dop Tuscia
1 spicchio di aglio
Sale e pepe

In una padella ho fatto imbiondire uno spicchio di aglio, quindi ho aggiunto le zucchine tagliate a cubetti (e private dell’interno bianco) e le ho fatte rosolare mescolandole di tanto in tanto. Ho regolato di sale e pepe. Nel frattempo ho fatto cuocere le mafaldine in abbondante acqua bollente, le ho scolate al dente, quindi le ho saltate con le zucchine. Ho spento il fuoco quindi ho aggiunto la scamorza tagliata a pezzetti. Ho mescolato bene e, quando la scamorza ha iniziato a sciogliersi ho completato con una macinata di pepe e un filo di olio EVO. E ancora una volta mon amour Pasta di Gragnano è in tavola.

Buona buona buona. Anche se, obiettivamente, aveva ragione Giuseppe quando mi diceva che la fusillata casareccia è il formato più adatto ;)

Grazie a tutti gli amici che mi rendono felice con omaggi per veri golosi!


Una coppia di blogger tenta di riproporre le 790 ricette dell’Artusi in un anno

 

i ricettari di Pellegrino Artusi e Annalisa Barbagli

Ieri mattina “cinguettando” con Made in Kitchen su twitter sono venuta a conoscenza di un progetto piuttosto divertente: Nene, una ragazza italiana che vive a Parigi, e il suo compagno hanno deciso di riproporre il progetto Julie & Julia in versione italiana. L’obiettivo è quello di riprodurre in un anno, dal 1 agosto 2010 al 31 luglio 2011, tutte le ricette (ben 790!) del mitico libro di Pellegrino Artusi: La scienza in cucina e l’Arte del Mangiar bene. Il blog in cui hanno appena iniziato a pubblicare le loro imprese gastronomiche si chiama Pellegrini di Artusi.
Certo l’impresa sarà dura, però l’idea è proprio divertente e hanno tutto il mio appoggio!
Bella è anche la scelta del libro, quello che probabilmente meglio rappresenta la storia della cucina italiana tra ’800 e ’900, un “manuale pratico per le famiglie” che è riuscito a vendere più di un milione di copie (prima edizione 1891).
Molte ricette sono obiettivamente demodé, troppo ricche e pesanti per una cucina moderna, ma questo manuale da un lato resta un ricettario di base molto utile – con alcune ricette classiche assolutamente fantastiche (come il latte alla portoghese o la torta di riso) – dall’altro è un libro bellissimo, divertente nel linguaggio arcaico, in cui praticamente per ogni ricetta c’è una storia o un aneddoto.
Tanto per fare un esempio a caso :-) ecco l’introduzione alla ricetta dei Maccheroni alla napoletana I: “Ve li garantisco genuini e provati colla scorta di una ricetta che mi sono procurato da una famiglia di Santa Maria Capua Vetere; vi dirò anche di essere stato lungo tempo incerto avanti di metterla in esecuzione non persuadendomi troppo quel guazzabuglio di condimenti. A dir vero questi maccheroni non riescono cattivi, anzi possono incontrare il gusto di chi non è esclusivista del semplice”.
Ecco, frasi come queste sono la ragione per cui ogni tanto apro questo libro e leggo qualche ricetta qua e là, anche se non ho intenzione di cucinarla.
Se io dovessi intraprendere un progetto come questo sceglierei però un altro ricettario. Opterei per quello che secondo me è un manuale insostituibile: La Cucina di Casa di Annalisa Barbagli. Un volume che propone tantissime ricette perlopiù classiche che, in maniera quasi incredibile, riescono sempre. Un volume che indica tanti trucchi per trattare al meglio gli ingredienti, insomma che insegna a cucinare.
E allora giro a voi una domanda che ieri Cinzia di Made in Kitchen rivolgeva ai suoi lettori: se doveste rifare le ricette di qualcuno chi scegliereste???


Cosa ne pensate di DOP, IGP, STG?

 

pasta mista di Gragnano

È di questi giorni la notizia che la Pasta di Gragnano diventerà IGP, una notizia che rende molto felici e orgogliosi tutti i pastifici del Consorzio Gragnano Città della Pasta.
Io per prima sono molto contenta di questo successo perché l’iter è stato davvero lungo e complesso, ma alla fine l’unicità della Pasta di Gragnano è stata riconosciuta e per questo otterrà il marchio comunitario di indicazione geografica protetta.

Mi chiedo però quale sia l’opinione degli appassionati di gastronomia riguardo i marchi IGP, DOP, STG.
Per voi è importante vedere impresso uno di quei marchi sui prodotti che avete intenzione di acquistare?
Cambia la vostra percezione di una specialità alimentare in presenza di IGP o DOP?
Pensate che sia una forma di protezione sufficiente per i prodotti alimentari di qualità?

E, in particolare, credete sia importante l’IGP per la Pasta di Gragnano?

Io ritengo che questi marchi siano molto importanti dal punto di vista della tutela, sia del consumatore che del produttore, in Italia come all’estero.
Per quel che riguarda la pasta secca, per esempio, bisogna ricordare che fuori dall’Italia si può produrre anche con farina di grano tenero (cosa vietata dalla legge italiana) e di conseguenza è molto facile trovare paste che non sono fatte in Italia - ma magari hanno nomi che ricordano l'Italia - e che sono di bassa qualità (non tengono la cottura, si rompono ecc.).

Invece con l'IGP la Pasta di Gragnano diventa un prodotto riconoscibile, che non può essere imitato, che deve essere prodotto solamente secondo le regole imposte dal disciplinare. Quindi un prodotto garantito nei confronti del consumatore, ma anche una tutela nei confronti dei produttori.

Tuttavia sono consapevole del fatto che, anche se siamo il primo paese in Europa per numero di denominazioni, non tutti hanno la forza di ottenere questi marchi e che l’Italia è piena di eccellenti prodotti che non godono di questo tipo di tutela.

Che cosa ne pensate? Sono molto curiosa di conoscere le vostre opinioni…


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