La pasta al cinema

Inviato da: mafaldina in 2010

Mine Vaganti e "Una notte a Napoli"

 

Mine Vaganti, di F. Ozpetek

Ieri sera, finalmente, sono andata a vedere “Mine Vaganti”, l’ultimo film di Ferzan Ozpetek. Era dal giorno dell’uscita che volevo vederlo, ma per mille ragioni ci sono riuscita solo ieri. Per fortuna non me lo sono perso!
È una commedia brillante in cui tutta la storia ruota attorno ai Cantone, una famiglia di pastai numerosa e stravagante, un vero e proprio catalogo di “mine vaganti”. Un film davvero divertente e interessante (per noi amanti della pasta ancora di più)…
Sapevo che il ruolo della pasta in questa storia era piuttosto importante (la famiglia protagonista è proprietaria di un pastificio in Puglia e il padre ha intenzione di lasciare l’azienda ai figli, ma qualcosa scombina i suoi programmi), ma mai mi sarei aspettata di sentire fra i brani musicali della colonna sonora “Una notte a Napoli” di Pink Martini, la canzone che abbiamo scelto come sottofondo per il sito del Pastificio dei Campi! Un brano bellissimo.
 

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Pink Martini
Una notte a Napoli

Una notte a Napoli
Con la luna ed il mare
Ho incontrato un angelo
Che non poteva più volar
Una notte a Napoli
Delle stelle si scordò
E anche senza ali
In cielo mi portò

Con lui volando lontano dalla terra
Dimenticando le tristezze della sera
In paradiso, oltre le nuvole
Pazza d'amore come le lucciole

Quanto tempo può durare?
Quante notti da sognare?
Quante ore, quanti giorni
E carezze infinite
Quando ami da morire
Chiudi gli occhi e non pensare
Il tempo passa, l'amore scompare
E la danza finirà!

Una notte a Napoli
Con la luna ed il mare
Ho incontrato un angelo
Che non poteva più volar

Una notte a Napoli
Delle stelle si scordò
E anche senza ali
In cielo mi portò

Tristemente tutto deve finire

Ma quando il cuore mi ha spezzato
Ed in cielo mi ha abbandonato
Adesso sulla terra son tornata
Mai più di amare mi sono rassegnata

Ma guardo su!

Quanto tempo può durare?
Quante notti da sognare?
Quante ore, quanti giorni
E carezze infinite?
Quando ami da morire
Chiudi gli occhi e non pensare
Il tempo passa, l'amore scompare
E la danza finirà!

Una notte a Napoli
Con la luna ed il mare
Ho incontrato un angelo
Che non poteva più volar
Una notte a Napoli
Delle stelle si scordò
E anche senza ali

In cielo mi portò

In cielo mi portò
In cielo mi portò
In cielo mi portò

Come dicevo, la pasta è a suo modo protagonista del film. Lo spettatore riesce attraverso le immagini a sentire il profumo del grano, a provare la sensazione di toccare la pasta appena fatta.
A proposito della visita agli stabilimenti di produzione Ozpetek ha dichiarato: "è stata un'esperienza bellissima, la prima volta ci è stato spiegato come si sviluppava la produzione ed oggi, quando mangio la pasta, so come viene fatta. Inoltre, ho fatto anch'io una cosa che fanno in tanti: toccare la pasta calda, quella che esce dalle macchine; abbiamo inserito anche nel film questa battuta".

E di pasta italiana si parlerà anche nel mondo, visto che dopo il successo al Festival di Berlino il film è stato acquistato da quindici paesi stranieri e dato che sarà l’unico film italiano a partecipare alla prossima edizione del Tribeca Film Festival, fondato a New York da Robert De Niro e Jane Rosenthal.


Tre ricette (anzi quattro) di primavera

Inviato da: mafaldina in 2010

Pasta di Gragnano e verdure di stagione

 

verdure di primavera

È arrivata la primavera: asparagi, fave, carote, zucchine, erbe aromatiche ricompaiono sui banchi di frutta e verdura portando con sé intensi profumi e sapori, ma anche luce e colori. E così ci si può nuovamente scatenare con l’abbinamento fra pasta secca e verdure.
Oggi vi propongo quindi qualche ricetta per l’inizio della stagione del risveglio.

Iniziamo con le fresine di Gragnano con zucchine e mandorle. Ricetta veloce e sfiziosa, ideale per un pranzo all’insegna del gusto e della leggerezza. Taglio a dadini le zucchine eliminando la parte bianca centrale, poi le faccio rosolare in padella con olio, aglio e un po’ di maggiorana. Nel frattempo butto in acqua bollente le fresine. Nel mixer (oppure, avendo tempo e voglia, nel mortaio) metto un po’ di mandorle, aggiungo un mestolo di acqua di cottura della pasta e le trito grossolanamente. Scolo le fresine al dente, poi le salto in padella con le zucchine e aggiungo le mandorle. Mescolo tutto molto bene e servo immediatamente.

Il secondo è invece un piatto un po’ più sostanzioso, in cui si mescolano proteine animali e vegetali per realizzare una pasta molto gustosa: pennoni di Gragnano con fave e guanciale. Questa ricetta l’ho presa dal volume di Slow Food sulla primavera di cui vi parlavo nei giorni scorsi, sostituendo a una pasta fresca fatta con acqua e farina i nostri favolosi pennoni.
Sguscio le fave eliminando anche la pellicina che ricopre il seme. Taglio a dadini il guanciale e lo faccio rosolare con pochissimo olio, quindi sfumo con un po’ di vino bianco. Unisco al guanciale le fave e un mestolo di acqua, poi regolo di sale e pepe e porto a cottura. Cuocio i pennoni al dente, quindi li unisco al condimento, li faccio insaporire bene e servo con abbondante pecorino grattugiato.

Per restare sempre in tema di piatti di stagione non posso che proporvi una ricetta con gli asparagi, tratta (con qualche variante) da La Cucina del Corriere di aprile: fusillata casareccia con asparagi selvatici e pancetta. Dopo averli mondati, taglio a tocchetti gli asparagi selvatici, lasciando le punte un po’ più lunghe. Poi taglio a listarelle la pancetta e la faccio rosolare in padella con poco olio extravergine. La metto da parte e, nella stessa padella, faccio imbiondire leggermente una cipolla tritata, quindi unisco gli asparagi, regolo di sale e pepe, verso due-tre cucchiai di acqua e lascio cuocere per una decina di minuti. Cuocio la fusillata casareccia al dente, poi la salto in padella con gli asparagi e la pancetta. Servo cospargendo con pecorino grattugiato.

A questo punto pensavo di concludere il mio post di oggi, ma Arianna mi ha dato una bella ricetta primaverile che ha provato qualche giorno fa. E così termino con i tortiglioni di Gragnano con carciofi e fave di Arianna. “Monda i carciofi privandoli delle foglie esterne e del gambo, poi tagliali a metà ed elimina parte pelosa, quindi tagliali a fette sottili e lasciali in ammollo in acqua con succo di limone. Apri le fave e sgusciale. In una padella fai rosolare mezza cipolla (tagliata a velo), unisci i carciofi e le fave e fai rosolare per 4-5 minuti. A questo punto regola di sale e pepe, aggiungi ancora una spruzzatina di succo di limone e fai cuocere per altri 5-6 minuti fino a quando i carciofi saranno teneri. Scola i tortiglioni, uniscili in padella a fave e carciofi e fai saltare tutto insieme. Completa con una tritata di prezzemolo, pecorino grattugiato e voilà la primavera è in tavola!!!”


Le Calle dei Campi

Inviato da: mafaldina in 2010

Finalmente la Pasta dei Campi realizzata per Gennaro Esposito ha un nome

 

Vi ricordate il formato di Pasta dei Campi ideato appositamente per Gennaro Esposito? Dopo due mesi di confronto alla Torre del Saracino, finalmente abbiamo trovato un nome per questa nuova trafila. Sono le Calle dei Campi. Un formato inimitabile, assolutamente originale, unico nel panorama della pasta di Gragnano. Da ora in avanti le troverete in commercio insieme a tutti gli altri formati di Pasta dei Campi.
La forma è quella della calamarata orientale (un’altra creazione del Pastificio dei Campi), ma in questo caso la pasta è liscia, come piace a Gennaro (e a tutti i campani DOC), che con le Calle ha realizzato a Identità Golose 2010 la straordinaria pasta con le seppie di cui vi ho parlato qualche tempo fa.
Lode a Vittoria, compagna di Gennaro, che al primo sguardo su questa pasta aveva pensato alle calle. Alla fine ha avuto ragione.


La pasta racconta la Sardegna

Inviato da: mafaldina in 2010

La pasta come cultura di un territorio

 

Sardegna. Le paste della tradizione

Una terra può essere raccontata attraverso il cibo? A quanto pare sì. È quello che hanno fatto Antonio Saba e Gilberto Arru con il libro «Sardegna. Le paste della tradizione» (con la prefazione di Fiammetta Fadda, Mondadori). Un intenso viaggio in Sardegna attraverso le immagini delle innumerevoli forme che la pasta assume in questa isola.
Le ricette tradizionali di culurgionis, caombasa, crogoristas, lorighittas, malloreddus e le immagini delle donne che li preparano – e che continuano a tramandare i segreti della loro preparazione di generazione in generazione – raccontano i territori dell’isola: Barbagia, Campidano, Gallura, Masullas, Ogliastra.
Ogni capitolo è dedicato a un’area e a un formato di pasta, per il quale sono raccontate le ricette tradizionali, ma anche le nuove interpretazioni degli chef odierni.
Sarebbe bello realizzare un volume illustrato come questo sul rapporto fra la Campania e la pasta secca, un’unione inscindibile che travalica il confine della gastronomia e diventa parte integrante della storia e della cultura della gente di questa regione. Le immagini di Gragnano (e degli altri centri campani di produzione della pasta) e le storie dei nomi dei tantissimi formati tipici della Campania riescono a esprimere con grande forza questa relazione.


Il gusto delle stagioni

Inviato da: mafaldina in 2010

Il calendario gastronomico e mille ricette a tema

 

calendario ortofrutticolo e mille ricette per ogni stagione

Zucchine a gennaio, asparagi in agosto, fragole a dicembre. Ma dov’è finito lo scorrere delle stagioni sui banchi di frutta e verdura? Più il tempo passa più ci si confonde fra primizie, tardizie e i sempre più rari prodotti di stagione.
È una cosa alla quale penso spessissimo quando vado a fare la spesa, ma non sono l’unica a pensarci… Come vi dicevo qualche giorno fa, durante il mio giro torinese sono stata da Eataly e che cosa ho trovato nell’angolo libreria? Un cofanetto edito da Slow Food con “mille ricette per ogni stagione”. Quattro libretti con tante proposte, dagli antipasti ai primi, dai secondi ai dolci, tutte rigorosamente organizzate per stagione. Ma, cosa ancora più interessante, accanto ai cofanetti c’era un “calendario” ortofrutticolo (nella foto), un semplicissimo -ma estremamente utile- poster con tutta la frutta e la verdura per ogni mese dell’anno. Chiaro, immediato, da appendere in casa e guardare prima di uscire a fare la spesa.
Frutta e verdure di stagione sono più saporite e gustose e ci aiutano ogni giorno a preparare piatti più buoni. Vuoi mettere un piatto di spaghetti al pomodoro fresco e basilico preparato a luglio con lo stesso realizzato nel mese di aprile?!
Ma non è solo una questione di gusto. I prodotti ortofrutticoli colti nel periodo naturale e al giusto punto di maturazione sono più ricchi di elementi nutritivi e hanno un minore impatto ambientale. Inoltre, contrariamente alle primizie, contengono meno nitriti, sostanze che possono essere nocive per l’organismo umano.
Una altro aspetto molto interessante di questi volumi di Slow Food è che prendono in considerazione anche i cicli naturali di carne e pesce, cui di solito non si pensa quando si parla di stagioni. Sia per le carni che, soprattutto, per i pesci ci sono momenti di consumo più indicati, che dipendono essenzialmente dal periodo di riproduzione. Per esempio, se parliamo di molluschi, in inverno è meglio consumare polpi e seppie piuttosto che cozze, ostriche o vongole perché “la loro parte edule in questo periodo dell’anno è ridotta al minimo”. Ma ormai siamo in primavera e quindi dovremo smettere di pensare alle seppie (che si avvicinano alle coste per deporre le uova) e optare piuttosto per spigole, sgombri, saraghi, palamiti
Dai prossimi giorni proverò e vi racconterò qualche bella ricetta di stagione con la pasta di Gragnano!


Weekend gourmet

Inviato da: mafaldina in 2010

Torino e Firenze, il Combal.zero e Taste

 

Il Combal.zero

Lo scorso weekend mi sono concessa un lungo giro per l’Italia, da qui a Torino, poi Firenze e ritorno. La visita ad un caro amico che vive in terra sabauda è stata anche l’occasione per un ricco giro gastronomico: una tappa da Eataly, una gustosa cena al Consorzio, ma soprattutto ci è scappato un bel sabato a pranzo al Combal.zero, bistellato ristorante di Rivoli!
Il locale già mi aveva conquistata a priori per l’indirizzo – piazza Mafalda di Savoia :-) – ma devo ammettere che quello al Combal è stato un grandissimo pranzo, assolutamente all’altezza delle aspettative. Non mi dilungo troppo in racconti di piatti che mi fanno tornare l’acquolina solo a pensarci o nella descrizione di un ristorante bellissimo inserito nella prestigiosa cornice del Museo di Arte contemporanea del Castello di Rivoli. Mi limito a segnalarvi i due straordinari primi piatti che ho assaggiato: l'ormai mitico “raviolo shake”, uno dei piatti simbolo dello chef Davide Scabin – un bicchiere con microscopici raviolini ripieni di carne da shakerare con tre diversi tipi di burro e una goccia di concentrato di pomodoro – e una minestra di ceci, limone e rosmarino (nella foto) soave, delicata, gustosissima.

Firenze, Taste 2010

Di ritorno verso sud ho fatto tappa a Firenze, sede dal 13 al 15 marzo di Taste, l’evento enogastronomico organizzato da Pitti Immagine in collaborazione con il Gastronauta Davide Paolini. Una bella manifestazione, ben organizzata, ricca ma non troppo estesa, molto interessante sia per la qualità degli espositori presenti (con prodotti anche in vendita!) che per la location (la bellissima Stazione Leopolda) e il design.
Fra i tanti produttori di eccellenti specialità gastronomiche presenti all’evento, uno mi ha colpita particolarmente, Primitivizia, azienda trentina che raccoglie erbe e frutti selvatici di montagna con cui produce varie conserve per crostini, formaggi, primi piatti ecc. Ovviamente, sono rimasta folgorata dal kit per la pasta: 3 essenze (“buonenrico”, “agreste” e “aglio della regina”) per condire la regina della tavola italiana.


È stato proprio un bel weekend gourmet, assolutamente da ripetere.


La pasta di Gragnano del Pastificio dei Campi protagonista de La Dolce Vita Event

 

stand Pastificio dei Campi a La Dolce Vita

Londra è forse la metropoli europea che meglio riesce a valorizzare il Made in Italy gastronomico. Grandi chef, splendidi negozi di specialità alimentari e bellissimi eventi in tema italiano animano la capitale britannica.
L’ultima manifestazione è stata La Dolce Vita Event, che si è svolta dall’11 al 14 marzo e alla quale abbiamo partecipato anche noi del Pastificio dei Campi. Si tratta di un evento dedicato al “meglio dello stile di vita italiano” e, ovviamente, se si parla di eccellenza italiane non si può che parlare di cibo. Da una decina di anni questo è l’evento clou per quanto riguarda i prodotti italiani nel Regno Unito, non è gigantesco ma molto ben organizzato. Un contesto perfetto, quindi, per inserire la nostra pasta di Gragnano, che ha riscosso grande successo anche con due star della manifestazione (nella foto): il mitico Antonio Carluccio, portavoce della gastronomica italiana a Londra con Carluccio’s, i programmi sulla BBC e le sue altre numerose attività, e lo starchef Simon Johnson, che vende prodotti di eccellenza, si occupa di alta ristorazione, è sempre presente in tv e, soprattutto, importa la Pasta dei Campi in Australia.

Antonio Carluccio e Simon Johnson con Pasta dei Campi

La Dolce Vita Event è stato animato anche dalla presenza di tantissimi chef di grido che hanno cucinato con grande entusiasmo i prodotti italiani presenti. E lo stand di foodinthecity (il nostro importatore a Londra), in cui eravamo presenti con la Pasta dei Campi, è stato il più visitato dai celebrity chef!
Insomma, davvero una bella manifestazione, una brillante vetrina per le eccellenze Made in Italy.


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