Glass Hostaria, Roma

Posted by: mafaldina in 2011

Cristina Bowerman interpreta la Pasta dei Campi

 

Glass Hostaria

Domani a Roma, alla Città del Gusto, sarà presentata la guida Roma 2012 del Gambero Rosso, la pubblicazione dedicata al meglio dell’enogastronomia capitolina, dai ristoranti alle enoteche, dalle gastronomie alle gelaterie…
Qualche giorno fa io, Giuseppe e Beatrice e Roberto di Erbacipollina ci siamo concessi una splendida cena in uno dei più interessanti ristoranti della scena gastronomica romana, Glass Hostaria, un locale che – ne sono certa – riceverà un’ottima valutazione dalla nuova edizione della guida del Gambero Rosso (e non dimentichiamo che già vanta una stella Michelin!).

Glass si trova nel cuore di Trastevere, a pochi passa da piazza Sant’Egidio, circondato da una marea di trattorie di dubbia qualità, locali notturni, bar, negozietti e così via. Ed è impressionante quanto sia evidente la differenza fra la media dei locali del quartiere e Glass. Questa “hostaria” – se così la vogliamo chiamare – è un’oasi di piacevolezza, un ristorante dal design moderno, curato, dove si viene per gustare una cucina ricercata, divertente e molto interessante. Cristina Bowerman (la chef), Fabio Spada e il loro staff ci hanno accolti con grande gentilezza, permettendoci di fare un “viaggio” alla scoperta della cucina di Cristina, assaggiando le ultime creazioni, ma anche i pochi piatti classici di questo locale, tanto amati dalla clientela da non poter essere più tolti dal menu (pena protesta ufficiale ;-).

E così ci siamo lanciati in una lunga serie di assaggi: le mezzelune ripiene di amatriciana con guanciale croccante (un must del menu degustazione, piatto intenso e gustosissimo), la tartare di filetto di manzo con arancia, capperi, tobiko, salsa wasabi e micro verdure (da bis), il sontuoso fico arrosto con pancia di maiale, saba e ricotta di bufala, l’elegantissimo pesce bianco sotto sale e spezie con edemame, granita di mela verde e rafano, quindi i raviolini di parmigiano 60 mesi, funghi di stagione e burro della Normandia (un piatto deciso, ma raffinato), poi il piccione con crumble di cioccolato fondente, ciliegie al sake e cicoria (ingredienti equilibratissimi, abbinati alla perfezione). E per dessert: la zuppetta di caffè, croccante di mandorle e gelato al Baileys (apparentemente un dolce classico, in realtà molto creativo nella realizzazione), il lingotto di cioccolato fondente, polvere d’argento, frutto della passione e biscotto morbido al Grand Marnier, e la crema cotta di passion fruit gelata, lychees, pane di mais e granita di popcorn!

Ma la “ciliegina sulla torta” per noi è stata una pasta… Le linguine Pastificio dei Campi con acqua di peperone e alici di Cetara. Un piatto a dir poco grintoso che ci è piaciuto davvero tantissimo. È un’immensa gioia - e un grande onore - vedere che chef brillanti come la Bowerman utilizzano e interpretano la nostra pasta di Gragnano dando vita a grandi piatti, proprio come questo. Ci riempie di felicità sapere che gli chef apprezzano la Pasta dei Campi e che tante persone possano assaggiarla realizzata nel migliore dei modi!
Grazie, davvero, a Cristina, Fabio e a tutti coloro che lavorano da Glass per averci fatto trascorrere una serata davvero molto piacevole, provando una cucina davvero di alto livello.

 

linguine Pastificio dei Campi con acqua di peperone e alici di Cetara


Ah, dimenticavo, tanto per non farci mancare nulla, ci siamo scatenati anche con gli assaggi di vino, scelti da una carta ricca di proposte di qualità. Noi abbiamo optato per il Verdicchio Ris. Villa Bucci 2006 e 2007 e per un pinot nero di Franz Haas, oltre a fiumi di bollicine…


E voi conoscete Glass Hostaria? Ci siete mai stati? Vi piace? Fateci sapere il vostro parere!

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