La pasta in Cina e Giappone
Posted by: mafaldina
in 2011
on 08 Aprile 2011
Noodle, udon, soba, ramen… un mondo di pasta

Come vi avevo anticipato, i nostri appuntamenti alla scoperta del mondo della pasta non sono ancora finiti. Abbiamo percorso tutta l’Italia, che ha fatto della pasta il simbolo gastronomico per eccellenza, ma questo straordinario prodotto, versatilissimo nelle forme e negli utilizzi, è molto presente e utilizzato anche in altre parti del mondo e in particolare in Cina e Giappone.
La pasta in Occidente e in Oriente ha avuto due sviluppi paralleli. Mentre nel Mediterraneo per secoli ci si è concentrati nello sviluppo di attrezzi per la produzione e sull’impiego del grano duro, dando vita a una pasta che si conserva dopo essere stata essiccata, in Oriente si è sviluppata la destrezza manuale e quindi la produzione di formati di pasta – soprattutto a base di grano tenero – che vengono lavorati a mano.
Nella parte nord della Cina la pasta è un elemento essenziale dell’alimentazione. Qui le materie prime sono scarse, eccezion fatta per il grano tenero. Le paste di farina di frumento si chiamano miàn, ma esistono anche paste a base di farina di riso, chiamate fen.
In Cina troviamo circa 500 tipologie differenti, frutto dell’adattamento alle diverse esigenze: materie prime e possibili condimenti. I nomi dei formati sono molto fantasiosi e spesso hanno significati particolari.
Celebri sono gli “spaghetti” cinesi, preparati in mille fogge diverse: spessi o sottili come capellini, arrotondati o piatti, all’uovo o solo a base di acqua e farina, cotti in brodo oppure scolati e accompagnati alla carne… Ancora oggi, sulle bancarelle, per strada, se ne può osservare la preparazione. È una vera e propria arte quella del tirare la pasta e di fondamentale importanza è la lunghezza ottenuta: i fili di pasta, infatti, simboleggiano la longevità.
Cina e Giappone hanno culture gastronomiche differenti, ma fra loro permeabili e con molti punti in comune, e così anche in Giappone viene consumata molta pasta, realizzata in forme non dissimili da quelle cinesi. Gli “spaghetti” giapponesi più conosciuti sono ramen, soba e udon.
I ramen sono una pasta lunga a base di frumento, che viene servita in brodo (di carne o di pesce), protagonista di tantissime ricette differenti fra loro, tanto che praticamente ogni paese nipponico ne ha una propria versione.
La soba, invece, è preparata con il grano saraceno. Gli spaghetti così ottenuti si possono gustare in calde minestre oppure asciutti in “insalata”.
Gli udon sono invece dei grossi spaghettoni di farina di grano tenero solitamente serviti in brodo e accompagnati da diversi ingredienti a seconda della ricetta.
Il Giappone e Napoli, poi, hanno qualcos’altro in comune oltre alla forma della pasta. Il suo consumo. Anche qui infatti la pasta è tradizionalmente un cibo da strada.
Nel lontano Oriente esiste così un mondo di pasta davvero affascinante, ricco di spunti, curiosità, tutto da scoprire. Qui sotto trovate un “assaggio” di un bellissimo documentario che racconta le diverse forme della pasta nel mondo, intitolato appunto “un mondo di pasta” (produzione Stefilm).



