Spiriti Bollenti

Posted by: mafaldina in 2011

Tagged in: libri , chef

Ritratti terrestri di 21 chef stellari (e stellati)

 

Spiriti Bollenti

Ho “conosciuto” Raethia Corsini e Gianluca Biscalchin su Facebook (che fantastico mezzo di comunicazione!). Lei brillante giornalista e scrittrice, lui illustratore, giornalista e blogger per varie testate giornalistiche e case editrici, si sono uniti (lei scrivendo e lui illustrando) in un progetto ambizioso: raccontare segreti, ambizioni e desideri di 21 chef protagonisti dell’alta cucina italiana.

Molti blogger e giornalisti enogastronomici che seguo (come Marco Bolasco e Stefano Bonilli) nelle scorse settimane avevano parlato bene del loro libro – intitolato Spiriti Bollenti, ritratti terrestri di 21 chef stellari – e così ho deciso di intraprendere la lettura. Certo devo ammettere che avevo qualche dubbio sulla riuscita dell’opera: temevo che potesse essere un racconto scontato per chi già conosce il mondo dell’alta cucina oppure al contrario che fosse un approfondimento che poteva interessare solo gli addetti ai lavori.

E invece Spiriti Bollenti si è rivelato un viaggio divertente e interessante nella vita di 21 stelle della cucina italiana (Gualtiero Marchesi, Niko Romito, Norbert Niederkofler, Alfonso e Livia Iaccarino, Gennaro Esposito, Massimo Bottura, Heinz Beck, Agata Parisella, Carlo Cracco, Pietro Leeman, Nadia Santini e famiglia, Moreno Cedroni, Mauro Uliassi, Davide Scabin, Luisa Valazza, Pino Cuttaia, Ciccio Sultano, Annie Feolde, Valeria Piccini, Massimiliano e Raffaele Alajmo, Giancarlo Perbellini) che mi ha fatto ridere, commuovere e appassionare con aneddoti di gioventù e confessioni di manie e desideri, e che in molti casi mi ha fatto capire da dove deriva il loro stile in cucina.

Ogni ritratto ha un carattere inconfondibile e qualche frase che non si può dimenticare… come quella del maestro Gualtiero Marchesi quando, riferendosi a coloro che negli anni non sempre hanno capito la sua cucina, dice “può darsi che qualche volta mi sia spinto in avventure poco comprensibili, ma sempre commestibili”, oppure la spiegazione di Ciccio Sultano della scelta degli ingredienti: “allevare (e uccidere) una bestia è come preparare una pietanza. Nella pentola quel che ci metti ci trovi, all’animale ciò che gli dai da mangiare diventa (e anche noi), e se lo sgozzi nel modo sbagliato quando arriva nel piatto te ne accorgerai, anche se è cucinato bene. Perché la cultura del cibo passa attraverso quella del massaro, del bovaro, del pescatore”.

Complimenti a Raethia Corsini che ha fatto davvero un bel lavoro e a Gianluca Biscalchin che ha saputo illustrare al meglio ogni racconto.

Ma non voglio raccontarvi troppo di questo libro, per non togliervi un po’ di curiosità. Leggetelo e fatemi sapere cosa ne pensate!

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