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Rifugi gourmet in Alta Badia

Posted by: mafaldina in 2010

Tagged in: primi piatti , Alta Badia

Primi piatti (e non solo) ladini

 

Trattoria Oies Alla Tana dell'Orso

Dopo una settimana di neve, sci e divertimento sono rientrata ieri dall’Alta Badia. Questa zona è famosa non soltanto per lo splendido comprensorio sciistico, ma anche (dal mio punto di vista, direi soprattutto) per l’offerta gastronomica. In Alta Badia c’è una concentrazione di ristoranti stellati che non si trova facilmente in altre aree d’Italia, ma anche la più semplice cucina tradizionale è rappresentata ad alti livelli, a partire dai rifugi sulle piste. Quest’anno è stata organizzata una bella iniziativa, “Sciare con gusto”, volta a valorizzare lo straordinario connubio tra sci e gastronomia: alcuni chef stellati dell’Alto Adige hanno infatti ideato dei piatti che vengono riproposti in alcuni rifugi dell’Alta Badia. Per esempio, il rifugio I Tablà propone un piatto di Arturo Spicocchi della Stüa de Michil, il rifugio Piz Arlara presenta una creazione di Claudio Melis della Siriola, il Col Alt ha invece in carta un piatto di Norbert Niederkofler del St. Hubertus, e così via.
Ma anche al di fuori di questa bella iniziativa ci sono masi, trattorie e baite che sanno rendere ancora più piacevole la vacanza sulla neve. Io sono rimasta molto affascinata dalla Trattoria Alla Tana dell’Orso, una deliziosa casa di montagna raggiungibile dalla pista Santa Croce (che dista circa 200 metri) con il calesse. Al suo interno una sala stracolma di orsetti – da cui il nome del locale – e un’altra addobbata con mille streghe. Un posto da favola che riesce a conquistare tanto i bambini quanto gli adulti. La cucina è quella tipica ladina: uova speck e patate, polenta con gulasch, würstel e patate… Per quanto riguarda i primi piatti, i canederli in brodo sono imperdibili, ma vale la pena assaggiare anche il ricchissimo piatto di tagliolini alle ortiche con finflerli.
Un altro autentico ritrovo per sciatori golosi è il rifugio Santa Croce. Per raggiungerlo occorre lasciare gli sci alla fine delle seggiovia e arrampicarsi per un centinaio di metri, ma la fatica viene ripagata da un meraviglioso panorama e da piatti gustosissimi. Anche qui è la tradizione locale a tenere banco: canederli, uova speck e patate saltate, würstel e un kaiserschmarrn da favola (la frittata dell’imperatore, servita con marmellata di mirtilli rossi).


Il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo

 

Il riposo della polpetta

La tecnologia a volte fa strani scherzi. Sono in settimana bianca e ho portato con me la mia chiavetta internet per collegarmi e pubblicare qualche post dalla splendida Alta Badia, ma la connessione a internet non aveva la minima intenzione di funzionare. Ho vagato per il paese nel tentativo di trovare campo, ma nulla da fare fino a oggi. Ho cambiato chiavetta e finalmente ho risolto il problema! E così rieccomi in rete!
Durante queste belle giornate sulla neve non solo ho sciato tanto, ma mi sono anche dedicata a qualche lettura gastronomica. Ho portato con me due libri di Massimo Montanari (insegnante di Storia Medievale e Storia dell’Alimentazione all’Università di Bologna): “il riposo della polpetta e altre storie intorno al cibo” e “il cibo come cultura”.
“Il riposo della polpetta” è una raccolta di articoli pubblicati su varie testate giornalistiche, accomunati dal raccontare aspetti storici e culturali del cibo e della tavola. Fra questi uno mi ha colpita molto, perché riguarda questo periodo: “Dieta quaresimale, scoperte gastronomiche”. Forse vi chiederete (e anch’io me lo sono chiesta) che cosa diavolo avranno a che fare le scoperte gastronomiche con la dieta quaresimale. Il legame non è poi così strano, ma io non ci avevo mai riflettuto sopra. Le regole dell’astinenza quaresimale – la rinuncia alla carne – nel corso dei secoli hanno portato allo sviluppo di nuove tradizioni gastronomiche. Uno degli esempi più significativi riguarda la pasta, “che si fa strada nei ricettari medievali e rinascimentali come ‘vivanda di magro’”, con un forte sviluppo di ricette adatte al periodo quaresimale. Nei secoli successivi, quando la questione della cucina “di grasso o di magro” non è più così rilevante, le ricette elaborate per rendere appetitosi anche i piatti di magro offriranno un notevole apporto dal punto di vista della cultura gastronomica.
Ma i racconti di questo divertente libro sono parecchi, nei prossimi giorni vi racconterò ancora delle letture e anche delle avventure (gastronomiche) sulla neve!


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