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I numeri dell’evento che ha animato Gragnano lo scorso weekend

 

acrobati alla Festa della Pasta 2010

Abbiamo finalmente il quadro del successo dell’edizione 2010 della Festa della Pasta di Gragnano: 60mila persone, 16mila piatti di pasta di Gragnano, 2 tonnellate di prodotto realizzato dai pastifici della città.

Davvero un grande successo per l’amministrazione e per il Consorzio Gragnano Città della Pasta, a dimostrazione del fatto che la gastronomia può essere un grande traino per il turismo e per lo sviluppo economico.

Per la prima volta è stato dato risalto non solo a Via Roma, la storica strada ridisegnata per favorire l’essicazione della pasta, ma anche la Valle dei Mulini, il percorso lungo il quale sono ancora visibili i resti dei mulini del ’400, la base della storia della produzione della pasta a Gragnano.

A proposito di successi, il 25 agosto la proposta di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta Pasta di Gragnano è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Dal 25 settembre, quindi, sarà possibile l’attribuzione del marchio transitorio IGP a livello nazionale, cui seguirà il riconoscimento a livello europeo. Quella di Gragnano diventa così la prima pasta in Italia ad ottenere il marchio IGP.


Venerdì 30 luglio si è tenuta l’audizione pubblica per l’ottenimento della certificazione di indicazione geografica protetta

 

logo pasta di Gragnano IGP

Finalmente possiamo gioire! Venerdì 30 luglio, infatti, si è tenuta l’audizione pubblica per il riconoscimento dell’I.G.P. Pasta di Gragnano. Un grande successo che premia l’enorme lavoro svolto dai pastifici della città, riuniti nel Consorzio Gragnano Città della Pasta, presieduto da Giuseppe di Martino (fondatore del Pastificio dei Campi).
La pasta di Gragnano diventa così la prima al mondo a potersi fregiare del marchio IGP!
Un marchio che tutela sia i produttori sia i consumatori da qualsiasi contraffazione e che garantisce provenienza e qualità del prodotto.

La pasta di Gragnano ha una storia secolare che trae origine dalla tradizionale lavorazione del grano risalente al tempo dei Romani e che va di pari passo con le vicende del territorio.
I primi pastifici con una produzione destinata al pubblico – e non all’autoconsumo – risalgono probabilmente al ’600. Sono quindi cinque secoli che l’arte del fare la pasta a Gragnano si tramanda di generazione in generazione.
L’importanza della lavorazione della pasta in questo territorio è testimoniato da molti libri storici che da secoli parlano della pasta di Gragnano, ma anche da numerosissimi elementi architettonici e decorativi della città che rivelano l’importanza, per l’economia locale, del grano, dell’acqua, dei mulini e dei pastifici.

La Pasta di Gragnano IGP può essere prodotta esclusivamente nel Comune di Gragnano con semola di grano duro e acqua della falda acquifera locale. L’acqua povera di calcare di questa zona, infatti, è uno degli elementi che caratterizzano la pasta di Gragnano.
Come da tradizione, l’estrusione dell’impasto deve avvenire tramite trafile in bronzo, che conferiscono alla pasta quella rugosità che la rende particolarmente adatta ad attrarre il sugo e i condimenti.
L’essiccazione, la fase più delicata del processo produttivo, varia a seconda dei formati ma in ogni caso deve avere avvenire a una temperatura compresa fra i 40 e gli 80°C per un periodo di tempo variabile dalle 6 alle 60 ore.
Dopo il raffreddamento la pasta deve essere confezionata entro 24 ore. Il packaging deve essere costituito da materiali di origine vegetale oppure altri materiali riciclabili consentiti dalle norme comunitarie.

Dalla pubblicazione del disciplinare sulla Gazzetta Ufficiale dovremo attendere 30 giorni e poi il Ministero potrà trasmettere la documentazione alla Commissione Europea per la definitiva registrazione del marchio.

Alla prossima Festa della Pasta, a settembre, potremo così celebrare la Pasta di Gragnano IGP!


La storia della città di Gragnano si intreccia con quella della pasta di Gragnano

 

Gragnano

Nell’attesa di ricevere qualche bella news a proposito della pasta di Gragnano (IGP candidata), vi racconto un po’ di storia di questo fantastico prodotto.

Alcuni secoli fa nel napoletano i pastifici iniziarono a situarsi nelle zone in cui si erano concentrati i mulini ad acqua usati per macinare il grano duro. Particolarmente importanti erano le valli dei mulini di Gragnano e di Amalfi, alimentate dall’acqua che scendeva dal Monte Faito, ultima propaggine dei Monti Lattari.
Fu soprattutto a Gragnano che, intorno al XVI-XVII secolo, nacquero moltissimi centri di produzione dei “maccheroni”, inizialmente soprattutto per consumo familiare.
Il periodo di “tranquillità” politica iniziato alla metà del ’600 permise alla città di sviluppare la propria economia: l’agricoltura e il lavoro dei mulini si sviluppò così tanto che Gragnano iniziò a fornire il grano (proveniente soprattutto dal Tavoliere delle Puglie) a tutto il Regno. Da quel momento in poi i pastifici, che prima producevano soprattutto per autoconsumo, cominciarono a vendere la pasta di Gragnano ai centri limitrofi.
Risale al ’700 la prima regolamentazione della produzione e del consumo dei maccheroni. In quegli anni le strade della città vengono risistemate per renderle più adatta alla prosciugazione della pasta. Gragnano d’altra parte è sempre stata favorita nell’attività di essiccazione della pasta dal un clima mite sia in estate che in inverno.
Nel 1789, il Consiglio della Municipalità accordò a due pastai di Gragnano la concessione per produrre “maccheroni di buona qualità”. Gragnano diventò dunque la capitale della pasta. La produzione dei maccheroni divenne la principale attività della città, tanto che nell’800 i pastifici erano circa 100 e impiegavano il 75% della popolazione.
Durante tutto l’800 l’urbanistica della città viene rivista completamente in funzione dell’attività di essiccazione della pasta: si determinano a tavolino la larghezza delle strade, l’altezza dei palazzi ecc. in modo da evitare ostacoli in fase di lavorazione e così da beneficiare della luce del sole in ogni momento della giornata.
Visto che la pasta di Gragnano ormai veniva richiesta anche dalle città più a nord – Firenze, Genova, Milano, Torino – fu chiesta la costruzione di una linea ferroviaria, inaugurata nel 1885.
È nel secolo successivo che inizia il declino di questa fiorente industria. La concorrenza delle imprese del nord, avvantaggiate da un maggiore potenziale economico e dall’uso di macchine più automatizzate, mise in crisi gli opifici di Gragnano, molti dei quali furono costretti a chiudere. Quelli che sopravvissero si adeguarono ai moderni processi produttivi e portarono avanti questa tradizione secolare.

Negli ultimi decenni tuttavia l’attività di produzione della pasta a Gragnano ha trovato nuovo slancio e da qualche anno è nato il Consorzio Gragnano Città della Pasta che si è posto come obiettivo l’ottenimento della certificazione pasta di Gragnano IGP (indicazione geografica protetta).

Attendiamo quindi di ricevere buone notizie, perché la storia di questa produzione e di questa città merita tale riconoscimento.


Buone notizie dalla Regione, possono iniziare i lavori per la realizzazione del museo

 

progetto museo pasta

Buone news per la città di Gragnano e la sua (nostra) mitica pasta. È ufficiale, la Regione Campania ha approvato una modifica al piano regolatore che permetterà di portare a termine la realizzazione del Museo della Pasta di Gragnano.
I lavori dovrebbero terminare entro il 2011. Il prossimo anno, quindi, all’interno dell’ex Monastero di San Michele sarà possibile visitare le sale espositive che testimonieranno i cinquecento anni di storia della pasta di questa città e saranno anche allestite delle sale di degustazione. È un progetto molto importante per tutti i pastifici di Gragnano, che si affianca al grande lavoro del Consorzio Gragnano Città della Pasta, impegnato da anni nel dare lustro a questa produzione tradizionale che nei secoli ha plasmato il volto della città e che ancora oggi continua ad essere una delle attività economiche più importanti che rende questo luogo famoso nel mondo.
Approfitto di questa bella notizia per ricordare a tutti gli amanti della pasta di Gragnano che nella prima settimana di settembre si svolgerà come di consueto la Festa della Pasta, che animerà le strade della città, via Roma prima di tutte!
A presto per aggiornamenti precisi sulle date e il tema di quest’anno.


Una tutela necessaria per un prodotto straordinario

 

fusilli corti col buco di Gragnano


Quello di oggi è un post di sostegno a una causa per me molto importante.
La pasta di Gragnano è un prodotto unico, frutto di una lunga tradizione che non può essere slegata dal territorio in cui è sorta. L’acqua purissima che sgorga dal Monte Faito, il grano duro del Sud, il microclima naturalmente favorevole sono gli elementi di base che nei secoli hanno aiutato i pastai gragnanesi nella realizzazione di questo prodotto. Se vi si aggiunge la secolare arte pastaia tramandata di padre in figlio, basata sulla trafila al bronzo e la lenta essiccazione a bassa temperatura, ci rendiamo conto che la pasta di Gragnano è un’eccellenza del Made in Italy che va tutelata. Per questa ragione da qualche anno il Consorzio Gragnano Città della Pasta sta lavorando per ottenere l’IGP. Giuseppe Di Martino (Presidente del Consorzio, oltre che titolare del Pastificio dei Campi) ha recentemente espresso la speranza che ben presto la pasta di Gragnano possa fregiarsi dell’importante marchio “per tutelare la qualità e la reputazione dei pastai gragnanesi e della stessa città”.
L'istruttoria per l'attribuzione del marchio di qualità in sede comunitaria è già stata avviata, mi auguro quindi che presto il fiore all’occhiello di questa terra possa avere il giusto riconoscimento, ricompensando il duro lavoro svolto dai pastifici di Gragnano in questi anni per ridare lustro a questa straordinaria produzione che costituisce un pezzo importante di storia della cucina italiana.


Il Consorzio della Pasta di Gragnano premiato dalla Stampa Estera in Italia

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Martedì sera alla Città del Gusto di Roma si è svolta la cerimonia di assegnazione dei premi del Gruppo del Gusto dell’Associazione Stampa Estera in Italia. Un riconoscimento alle eccellenze della produzione enogastronomica italiana giunto alla sesta edizione e patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali.
All’evento ero presente anch’io!
Ad essere premiato come “Istituzione a presidio dell’agroalimentare italiano”, infatti, è stato il Consorzio della Pasta di Gragnano, rappresentato da Giuseppe di Martino, presidente del Consorzio e titolare del Pastificio dei Campi. Giuseppe ha ricordato la secolare tradizione della pasta a Gragnano, sottolineando il grande lavoro delle quattordici aziende del Consorzio che continuano con caparbietà a produrre l’eccellenza della pasta italiana, esportandone circa il 90% (la pasta costituisce il 15% dell’export italiano). Un export, quello della pasta, che dura da secoli.
Durante la serata ci siamo molto divertiti ascoltando Giuseppe raccontare aneddoti e storie sulla pasta, ma soprattutto ci è piaciuta la sua definizione del Pastificio dei Campi: “La nicchia della nicchia. Un prodotto tutto basato sulla ricerca della massima qualità, dalla materia prima alla lavorazione.”


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