Solo grano duro del centro-sud Italia per la pasta di Gragnano del Pastificio dei Campi

 

semina del grano duro

Il grano duro è da sempre uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy agricolo. Eppure, come hanno segnalato alcune agenzia di stampa e riviste specializzate nelle scorse settimane, il comparto sta attraversando un momento di profonda crisi: i prezzi del grano duro sono drasticamente calati (meno 35-40% nel 2009) e di conseguenza la produzione ha fatto segnare una riduzione notevole (meno 40%).
Inoltre, per ragioni di convenienza economica, il mercato italiano è stato invaso dalle produzioni di grano duro straniere che mettono ancora più in crisi la coltivazione di questo cereale nelle nostre regioni.
Acquistando il grano duro dagli Stati Uniti, dal Canada, dalla Turchia, dall’Ucraina non ci si rende conto che si mette a repentaglio la sopravvivenza dei coltivatori di grano duro italiano, un prodotto fondamentale non solo per ragioni di provenienza, ma anche e soprattutto per l’altissima qualità.

Al Pastificio dei Campi ci siamo impegnati ad acquistare solo grano duro italiano, proveniente da zone che non distano più di 250 km da Gragnano, in particolar modo dalla Puglia (per l’85%) e dal Molise (per il 15%). Un cereale straordinario, caratterizzato da un tenore proteico che si aggira intorno al 14%, che determina quindi un’elevata qualità delle semole e della pasta che con queste si produce.

Giuseppe di Martino lancia un messaggio anche agli altri pastai: “Acquistate grano duro italiano. Le politiche economiche possono indurre a scegliere il grano duro proveniente dall’estero, ma è importante comprare quello coltivato nelle zone di altissima qualità come la Puglia. Impegniamoci a sostenere economicamente la coltivazione di grano duro in Italia, ne trarrà giovamento non solo l’agricoltura ma anche la qualità dei prodotti finali.”


Eliche pomodoro e ricotta salata

Posted by: mafaldina in 2010

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Ricetta semplice e golosa da sabato in totale relax

 

eliche pomodoro e ricotta salata

Io amo molto la cucina, mi piace andar per ristoranti e mi piace allo stesso modo stare ai fornelli. Spesso mi capita di cimentarmi in ricette complesse, ma il gusto delle cose semplici mi conquista sempre. Oggi ho preparato un piatto essenziale: eliche al pomodoro e ricotta salata. Anche in questo caso, come già mi è capitato di sottolineare, il risultato dipende essenzialmente dalla qualità delle materie prime. In questo caso: eliche del Pastificio dei Campi (questo formato dimostra una ricchezza gustativa e una tenuta in cottura davvero straordinari), pomodorini di Corbara, ricotta salata di pecora, aglio e timo (coltivato sul terrazzo di casa).
Mentre portavo a bollore abbondante acqua, ho fatto soffriggere dolcemente uno spicchio d’aglio e un mazzetto di timo fresco, ho aggiunto la salsa di pomodorini di Corbara, ho regolato di sale e pepe e ho lasciato cuocere a fuoco medio. Ho lessato la pasta di Gragnano al dente, l’ho condita con il sughetto di pomodoro, ho aggiunto abbondante ricotta salata grattugiata, ho mescolato il tutto, terminato con un filo di olio extravergine e servito. Ottima anche la versione con fusilli corti col buco e ricotta romana.
In ogni caso una ricetta easy per un sabato in relax.


Vermicelli di Gragnano alla puttanesca

Posted by: mafaldina in 2010

Voglia di primavera

 

vermicelli alla puttanesca

Voglia di primavera. E se la stagione della fioritura è ancora lontana, io mi consolo con una ricetta fresca e gustosa, che trovo più adatta alla bella stagione, ma che si può tranquillamente preparare anche adesso.
Un super-classico per noi amanti del peperoncino: i vermicelli alla puttanesca.
Il procedimento è semplicissimo, a prova di neofiti dei fornelli. Spellate uno spicchio d’aglio (a me piace quello confit, ma si può tranquillamente usare quello fresco), spezzettate un paio di filetti di acciuga, aprite un peperoncino e fate soffriggere tutto dolcemente in una padella con olio extravergine. Se usate l’aglio fresco, una volta imbiondito toglietelo, poi aggiungete i pomodori pelati, schiacciateli bene, quindi unite le olive tritate e i capperi dissalati. Regolate di sale facendo però attenzione a non esagerare, visto che i capperi, anche se dissalati, sono sempre piuttosto sapidi. Mentre il sugo si cuoce a fuoco vivo, fate bollire i vermicelli e scolateli al dente. Quindi fateli insaporire in padella per qualche minuto. Se amate il piccante come me, servite con altro peperoncino e un po’ di prezzemolo. Voilà, il piatto è pronto. E anche per oggi ci siamo tolti la nostra insaziabile voglia di pasta di Gragnano.


Il Duetto del Pastificio dei Campi

 

Duetto di Gragnano

A tutti coloro che vogliono festeggiare San Valentino con una pasta da gourmet, il Pastificio dei Campi ha dedicato il Duetto, 250 grammi di golosa pasta di Gragnano.
Una confezione pensata per le coppie, ideale per un omaggio a San Valentino: una piccola deliziosa scatola nei colori tipici del Pastificio dei Campi e di questa festa, il rosso e il nero, la passione e l’eleganza.
Ma questo packaging speciale non è solo una brillante idea regalo, è anche una soluzione per provare i tantissimi formati che produciamo senza però riempire la casa di pacchetti di pasta aperti.

La ricetta di oggi? Conchiglioni ripieni di ricotta vaccina e provola affumicata, conditi con sugo di pomodoro e gratinati. Un piatto all’insegna della ricchezza, per festeggiare e per riscaldare questa fredda domenica.


Fresine alla siciliana

 

la piramide della dieta mediterranea

Ci sono notizie che mettono di buon umore. Fra queste le frequentissime news sui benefici della Dieta Mediterranea. L’ultima scoperta di alcuni studiosi americani è che fra i tanti effetti positivi, questo regime alimentare aiuta il corretto funzionamento della memoria e dell’attenzione.
E allora, in perfetta sintonia con questa notizia, mi sono cimentata in una ricetta che più mediterranea non si può: pasta di Gragnano (fresine), frutta secca (pinoli e uvetta passa), capperi, olive, acciughe, aglio, menta, pangrattato, olio extravergine.

fresine alla siciliana


Ho dissalato i capperi passandoli sotto l’acqua corrente e scolandoli, poi li ho tritati insieme alle acciughe e alle olive snocciolate. Ho messo in ammollo l’uvetta in acqua tiepida, poi l’ho scolata e strizzata. Mentre facevo cuocere le fresine dei Campi, ho messo lo spicchio di aglio in padella con olio extravergine. Una volta imbiondito l’aglio, ho aggiunto l’uvetta, i pinoli, e il trito di olive, capperi e acciughe. Ho fatto insaporire il tutto per qualche minuto e poi ho aggiunto una cucchiaio di pangrattato. Ho scolato le fresine al dente, le ho mescolate con il condimento, ho aggiunto qualche foglia di menta e ho servito immediatamente.
Un bell’abbinamento dolce-salato, un piatto ricco ma semplicissimo.
Per la ricetta completa cliccate qui.


Gennaro Esposito e la Pasta dei Campi

 

pasta di Gragnano alle seppie

Oggi mi sono ritrovata a riflettere su alcune cose viste a Identità Golose e il pensiero è andato immediatamente allo straordinario piatto che Gennaro Esposito ha preparato con il nuovo formato di Pasta dei Campi realizzato apposta per lui (ovviamente liscio, come ama Gennaro).
Si è parlato molto di questo piatto, che rende in pieno l’idea di “lusso semplice” che Gennaro incarna alla perfezione. Una preparazione apparentemente classica, “pasta di Gragnano alle seppie”, dietro cui invece si celano un pensiero e un lavoro molto complessi.
L’idea è quella di riproporre nel piatto «tutti i sapori della seppia», senza dimenticarne proprio nessuno. Ecco allora che il fegato di seppia, messo in salamoia per 6-7 ore, viene passato al setaccio e messo da parte. Nel frattempo la seppia pulita viene fatta sobbollire leggermente in acqua con olio, aglio e poco sale.
Si prepara quindi una salsa con limone candito e polpa di limone.
La borragine è l’altro ingrediente fondamentale di questo piatto: dopo essere stata lessata e raffreddata con acqua e ghiaccio, viene saltata con pochissimo olio e, una volta tolta dal fuoco, viene trasformata in alga, grazie all’aggiunta del nero di seppia, in un gioco di forme e colori.
Si realizza quindi un’emulsione con il fegato marinato e passato al setaccio, cui viene aggiunta l’acqua di cottura della seppia. Con questa salsa si condisce in una zuppiera la pasta di Gragnano cotta al dente. Si aggiungono poche gocce di concentrato di pomodoro – naturalmente home made –, la seppia tagliata a strisce e per completare la salsa di limone e le finte alghe.
Le materie prime sono le più semplici possibili (seppie, limoni, borragine, concentrato di pomodoro, pasta di Gragnano), il gusto del piatto immediato (tanto buono da leccare il piatto, come dice Antonio Boco nel suo blog), ma gustare questa pasta è un vero e proprio lusso (che bisognerebbe concedersi più spesso!).


Paccheri di Gragnano alle cime di rapa

 

paccheri di Gragnano e cime di rapa

Ci ho riprovato. Dopo i vari intoppi della volta scorsa, che forse ricorderete, ho preparato di nuovo la pasta con le cime di rapa. Questa volta però, devo confessare che è stato fondamentale l’aiuto di un’amica che mi ha portato un meraviglioso sacchetto di cime di rapa raccolte in giornata già tagliate e lavate! Il gioco quindi è stato piuttosto semplice.

cime di rapa

Seguendo i suoi consigli, ho sbollentato solo per pochi minuti le cime di rapa, poi le ho messe in padella con uno spicchio di aglio, un peperoncino, un paio di acciughe (niente salsiccia stavolta, sono stata light) e del buon olio extravergine, e le ho fatte insaporire. Nel frattempo, nell’acqua avanzata dalla cottura delle cime di rapa, ho fatto cuocere al dente dei paccheri di Gragnano - altra variazione sul tema perché avevo finito le orecchiette. Li ho scolati dolcemente e saltati in padella con le cime di rapa. Infine ho completato il piatto con un’abbondante grattugiata di pecorino.


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