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4 motivi scientifici per cui la ROTAZIONE TRIENNALE garantisce un grano MIGLIORE

09/05/2021

4 motivi scientifici per cui la ROTAZIONE TRIENNALE garantisce un grano MIGLIORE

spiegati SEMPLICEMENTE.

Tutti quelli che già ci conoscono sanno che utilizziamo semola di grano duro italiano di nostra produzione, coltivato nell'areale del subappennino Dauno.

Ma molti forse non sanno perché abbiamo scelto la ROTAZIONE TRIENNALE delle colture per produrre il grano duro utilizzato per la nostra pasta.

Le motivazioni sono molteplici, ma prima di addentrarci nello specifico, facciamo un passo indietro e capiamo come si coltiva il grano duro nel modo “classico”.

Per ridurre i costi di produzione le aziende agricole sono costrette ad effettuare lavorazioni minime (arature, ripassi e quelle lavorazioni agronomiche che occorrono a preparare il terreno per la semina) e fanno rotazione ogni 4 o 5 anni; ovvero per 4 o 5 anni si coltiva grano e poi per un anno si fa la maggese (coltivazione di ortaggi, legumi ecc), effettuando una sola concimazione azotata. 

Il trattamento con azoto è ridotto al minimo per contenere i costi.

Così il grano ha una qualità più bassa, colore inferiore e proteine più basse (massimo 12.12,5% sulla granella, per una semola con circa l’11% di proteine).

 

Vediamo adesso cosa vuol dire usare una ROTAZIONE TRIENNALE.

La parola stessa ROTAZIONE implica il concetto che su uno stesso campo vengano ruotate diverse coltivazioni.

Nello specifico:

-1 anno si coltivano colture ad ortaggi (la maggese);

-un anno leguminose proteiche che hanno la capacità di fissare l'azoto contenuto in atmosfera nelle radici della pianta, così da poter essere sfruttato l'anno successivo dal grano. 

-un anno si coltiva grano.

Dunque quali sono i vantaggi di utilizzare una coltivazione triennale?

1- Il primo grandissimo vantaggio è di non depauperare la terra dei nutrimenti. In questo regime di coltivo le lavorazioni avvengono con arature leggere e più concimazioni azotate, la prima in semina, la seconda in fase di levata e l'ultima in botticella (è il momento in cui la pianta inizia a produrre la spiga).

2- In secondo luogo in questo modo è possibile evitare l’uso di concimi chimici, affidandosi al naturale ciclo di concimazione azotata. La semina è molto diradata in modo che le piantine assorbano una maggior quantità di nutrienti e di AZOTO (l’elemento chimico alla base della formazione delle proteine).

3- In questo modo si riesce ad ottenere un grano percentualmente in quantità minore, ma di QUALITÁ ALTISSIMA. La rotazione triennale infatti implica la possibilità di avere un raccolto di grano ogni tre anni, ma negli anni di colture diverse il terreno si arricchisce naturalemente e produrrà a sua volta un rano qualitativamente migliore.

4- Infine si riesce a raggiungere un tenore di proteine vegetali ben più elevato di quello ottenuto coltivando il grano in maniera tradizionale (la granella infatti raggiunge un tenore proteico del 15-15,5%, per dare una semola con il 14% di proteine!).

In tutto ciò però è necessario fare un appunto: per poter procedere con una tecnica di coltivazione di questo tipo bisogna rinunciare all’alta resa -quindi a due anni di raccolto-; ma per rispettare la mano d’opera quei due anni di raccolto vanno ugualmente riconosciuti e stipendiati!

Solo in questo modo questa scelta rispetta il pianeta e i lavoratori allo stesso modo, permettendo a noi di avere il miglior grano -e quindi la migliore pasta- di sempre!