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Giornata mondiale contro lo SPRECO ALIMENTARE

05/02/2021

Giornata mondiale contro lo SPRECO ALIMENTARE

LA PASTA E IL SUO RICICLO - UNA PREROGATIVA DELLA CUCINA DEL SUD.

Sino agli anni Sessanta del secolo scorso una delle varianti della cucina napoletana e, più in generale, italiana era l’assoluta assenza di spreco del cibo.

Quanto delle verdure non veniva usato, e si utilizzava quasi tutto, andava a costruire il pranzo d’eccellenza per galline e animali da cortile, variamente allevati, ad esempio.

E tuttavia, spesso, la casalinga, quella che doveva sostenere il peso della messa a punto del “piatto quotidiano”, entrava in competizione con loro; per capire come fosse aspra la lotta tra uomo e animale.

Insomma, era un problema, quello della scarsità di mezzi economici, che si faceva sentire ancora di più in prossimità delle feste comandate.

 

A Natale, ad esempio, chi non poteva farsi una linguina con le vongole, perché aveva difficoltà a spendere per comprare vongole veraci, si arrangiava con le linguine alle vongole fujiute: ovvero senza vongole, ma solo con acqua salata, aglio soffritto e pepe.

Altro piatto povero della tradizione marinara? I maccheroni con le alici fresche.

 

E non parliamo poi della grandezza culinaria della pasta avanzata. E chi mai pensava di buttarla nella spazzatura come, purtroppo, si fa qualche volta oggi?

E dunque era tutto un fiorire di piatti che, allora come adesso, conservano per intero – e forse di più- i sapori e i profumi dell’originaria preparazione.

Erano, per dira con un’espressione moderna, i “piatti di riciclo” che ogni famiglia, povera, modesta o ricca che fosse metteva in campo per il sostegno quotidiano.

Per quel che riguardava la pasta avanzata c’era un destino tutto particolare.

Spesso, se si trattava di pasta al sugo bastava un uovo, una grattugiata di pecorino romano, un pizzico di sale e pepe e un filo di sugna, nel tegame, e la frittata, a frittata ‘e maccarune, era bella e pronta.

C’era poi un altro metodo per riciclare: se sfrieva, si soffriggeva. E allora, pasta e fagioli (in genere si trattava di cannellini) si soffriggeva con l’aglio; altri tipi di pasta e fagioli (rossi, borlotti, tabbaccari) potevano fare anche a mano dell’aglio: bastava un cucchiaio di sugna e a chi piaceva, un pizzico di origano, un altro di peperoncino, e tutto era a posto.

E questo valeva anche per pasta e zucca, pasta e broccoli, pasta e patate, pasta e piselli, pasta e zucchine, pasta e ceci, pasta e lenticchie e chi più ne ha, più ne metta.

Oggi il rispetto per il nostro passato ci insegna che nulla va dato per scontato e le ricette di riciclo possono conquistare una dignità di veri e propri piatti della tradizione.

Ecco allora che in questa Giornata Mondiale contro lo spreco alimentare, anche noi vi proponiamo una ricetta di riciclo, buona lettura e buon appetito!

APRI IL LINK > Frittatine di pasta e fagioli con fonduta al pecorino e pepe nero di kampot dello chef Peppe Guida.