chef antonio siesto

antonio siesto

antonio siesto

Antonio Siesto, classe ’90, innamorato perso. Sì, innamorato perso della cucina, vivo di questa passione e sono fortunato a fare ciò che ho sempre desiderato sin da giovanissimo.

Sono allievo del Gran Maestro Carlo Riccio, con il quale ho appreso le basi della cucina partenopea, già dagli studi scolastici in quanto mio insegnante. Ho fatto con lui le mie prime esperienze ed è stato lui ad alimentare questo fuoco d’amore per la cucina. Ho sempre voluto accrescere le mie conoscenze, così a soli 20 anni mi sono trasferito a Londra, dove ho lavorato nelle cucine di Gordon Ramsey al Savoy Grill e, successivamente, al Jamie’s di Stanford al fianco di Jamie Oliver. Qui ho appreso la cucina internazionale e toccato con mano il panorama di prodotti provenienti da tutto il mondo.

La mia esperienza professionale più importane è in quel di Nerano, con lo chef stellato Alfonso Caputo, a Taverna del Capitano, dove ho affinato la mia tecnica e ho ricevuto i primi riconoscimenti dalla critica culinaria. Nell’esperienza in costiera ho avuto la fortuna di affiancare lo chef Carlo Verde, mio storico amico e collega in tante avventure. Il forte legame con Carlo, ci ha spinti insieme a guidare la brigata dell’Hotel Villa Gabrisa, nella stupenda cornice di Positano.

Oggi sono a capo della cucina del ristorante Mostobuono, un progetto importante che ho sposato con grande entusiamo, con l'obiettivo di affermare la mia cucina e confermare il percorso intrapreso dal ristorante vomerese. Chi conosce la mia cucina ne apprezza la sua territorialità e concretezza, una cucina mediterranea, fatta di ricordi e nuove virtù. Adoro fare tutto, dalla panificazione alla pasta fresca, e studio continuamente la pasticceria per innalzare il livello dei dolci, poco amati da molti colleghi. Sono molto legato alle miei radici partenopee e lo dimostro nei piatti ma non ho mai guardato alla tradizione come uno scoglio dove arenarsi, bensì un’ancora da salpare per esplorare nuove frontiere.